PassioniL’amore per la vigna, il sogno condiviso con Manuela, il ricordo del nonno che lo portava, bambino, in giro sul calesse attraverso i suoi poderi, la memoria dei contadini che parlavano di Pallagrello e Casavecchia, sono i motivi che hanno indotto Peppe Mancini ad abbandonare la professione di avvocato per diventare vignaiolo. Lo stesso amore e la stessa passione spingono Manuela Piancastelli, giornalista e scrittrice, a lasciare Il Mattino per scrivere, insieme a Peppe, un’importante pagina della viticoltura campana.
A Peppe Mancini il Pallagrello ed il Casavecchia devono tutto. Se oggi sono nuovamente coltivati, lo si deve alla tenacia ed alla convinzione di chi ha creduto nelle potenzialità di questi vitigni autoctoni e di questo territorio, tanto apprezzati dai Borbone. Il lungo studio con l'Università di Napoli e la Regione Campania hanno finalmente consentito l'inserimento di Pallagrello bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia nel Catalogo nazionale delle uve da vino. Spinti da un’enorme passione Peppe e Manuela, insieme con Masina, hanno così dato vita ai loro sogni: Terre del Principe.
Un nome che nasce come dedica di Manuela a Peppe, il suo principe. Oggi l’azienda dispone di undici ettari vitati di proprietà fra Castel Campagnano, Ruviano e Castel di Sasso. L’affetto di Luigi Veronelli, che dal cielo veglia su tutte le vigne dei suoi amici, i consigli di Luigi Moio e la consulenza dell’agronomo Gaetano Pascale completano il mosaico. |









