Sei qui: HomeLe uve

La riscoperta delle antiche varietà autoctone Pallagrello bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia da parte di Peppe Mancini a inizio anni ’90 ha suscitato, oltre a un grande fervore culturale, un enorme lavoro di ricerca sia storica che scientifica. Queste tre varietà, infatti, non erano contemplate nel Catalogo nazionale delle uve da vino, una sorta di “anagrafe” obbligatoria delle uve da vinificazione. Ci sono voluti cinque anni di ricerca da parte della Regione Campania e dell’Università di Napoli (il gruppo di ricerca era coordinato da Luigi Moio) per arrivare al loro “reintegro” nel Catalogo Nazionale e all’inclusione nell’Indicazione geografica tipica “Terre del Volturno”. Oggi il Pallagrello è varietà raccomandata in 22 Comuni della provincia di Caserta mentre il Casavecchia in un areale più piccolo, solo nove Comuni.

Le nostre uve crescono in cinque vigne: Vigna dei Mascioni (un ettaro); Vigna Monticelli (sette ettari) e Vigna del Sasso (un ettaro di nuovo impianto). Inoltre, dalla vigna centenaria di Casavecchia di zia Rosa (la zia di Peppe), arrivano ogni anno circa venti quintali di straordinarie uve Casavecchia che concorrono alla produzione del Centomoggia. I sistemi di allevamento sono diversi l’uno dall’altro, nel rispetto delle tradizioni colturali della zona: a guyot e cordone speronato gli impianti nuovi, a semipergola e spalliera alta casertana quelli più vecchi.